Giovanni Pascuzzi

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I fondamenti della ricerca.

 

(Viste per la prima volta le onde gravitazionali teorizzate da Einstein)

Corriere del Trentino 17 marzo 2016

I media di tutto il mondo hanno dato grande enfasi al fatto che finalmente sono state «viste» le onde gravitazionali la cui esistenza era stata teorizzata da Albert Einstein nel 1916 come integrazione della sua teoria generale della relatività. Alla cattura e decodifica del segnale ha partecipato anche un team di ricercatori del Dipartimento di fisica dell'Università di Trento coordinato dal professor Giovanni Prodi.

La scoperta è spiegata in dettaglio in un articolo pubblicato dalla rivista scientifica Phisicals Review Letters. La lettura dell'articolo fa emergere alcuni elementi sui quali conviene riflettere.

La cooperazione nella ricerca. L'articolo in questione è stato firmato da ben 1040 scienziati appartenenti a più di 130 istituzioni universitarie e di ricerca dislocate in ogni parte del globo. Alcuni sogliono ripetere che è necessario introdurre massicce dosi di concorrenza nel mondo della ricerca scientifica. Certamente non deve essere premiata l'inattività. La vicenda dimostra tuttavia che per raggiungere obiettivi importanti non bisogna mettere i ricercatori gli uni contro gli altri, ma occorre favorire la loro collaborazione.

L'utilità della ricerca. Il nocciolo dell'articolo si riduce, alla fin fine, alla pubblicazione di diagrammi colorati che, opportunamente interpretati, dimostrano il passaggio sulla Terra di onde partite più di un miliardo di anni luce fa quando si fusero due buchi neri. Non c'è nessuna ricaduta immediata nell'aver intercettato tali onde per un lasso di tempo brevissimo. Eppure tutti intuiamo l'importanza della scoperta che dà fondamento a una teoria facendo semplicemente avanzare le conoscenze umane.

Lo statuto epistemologico della ricerca. Il fenomeno è stato osservato nel settembre 2015 mentre l'articolo è del febbraio 2016. I 5 mesi che separano le due date sono stati occupati da un febbrile lavoro di verifiche incrociate in modo da poter essere certi che quelle osservate erano davvero onde gravitazionali. Ciò che è verità in ambito scientifico coincide con la rispondenza a parametri decisi dagli stessi scienziati ai quali spetta anche il compito di validare i risultati.

Spesso si sente parlare di governo della ricerca scientifica. A mio avviso esso coincide con la creazione di una giusta cornice per questo tipo di attività. Sapendo che può essere davvero efficace solo se si conoscono e si rispettano le peculiarità proprie del lavoro di ricerca.

Giovanni Pascuzzi

 

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