Giovanni Pascuzzi

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Asili per i non vaccinati? Una cattiva notizia

Vaccini: una cattiva notizia

asili alternativiEra nell’aria, ma adesso pare si stia passando ai fatti. I genitori convinti nel non vaccinare i propri figli, di fronte alla norma che preclude l’iscrizione dei bimbi non vaccinati alle scuole per l’infanzia e agli asili, si stanno organizzando creando degli asili “per non vaccinati”.

É una pessima notizia. Perché una legge naufraga, perché stiamo creando dei ghetti (dove non sappiamo chi esclude chi) sulla pelle dei bambini, perché stiamo superando il punto di non ritorno sotto tanti punti di vista.

Io penso quanto segue:

a) gli immunologi ci dicono (dati scientifici alla mano) che le vaccinazioni sono importanti e che occorre raggiungere la cosiddetta immunità di gregge vaccinando il 95% dei bambini. Bene. Questo è il punto di partenza ed è assodato. La competenza degli immunologi finisce qui;

b) come raggiungere l’obiettivo del 95% dei bambini vaccinati è un problema diverso. In questo campo le competenze necessarie sono quelle di chi studia le relazioni sociali e la reazione delle persone alle regole: giuristi, scienziati sociali, scienziati cognitivi;

c) ciò che rende ormai ingovernabile la situazione è la cosiddetta polarizzazione dei gruppi (un fenomeno che mostra come gli individui di un gruppo, quando devono prendere decisioni rispetto a problemi cauti e rischiosi, tendono ad estremizzare le loro posizioni iniziali). Tradotto vuol dire che i no vax tendono a radicalizzare le loro posizioni specie se aggrediti a priori. Io metto sullo stesso piano sia chi cerca voti criminalizzando i vaccini, sia chi cerca voti facendosi paladino della scienza (senza magari aver mai aperto un libro). La salute dei bambini è molto più importante del basso tornaconto politico (da una parte e dall’altra). Specie se il tornaconto politico alimenta la polarizzazione delle posizioni che è davvero il danno peggiore;

d) chi pensa che il diritto sia solo un insieme di comandi e di divieti sanzionati (in caso di inosservanza) da pene afflittive deve giustificare questo insuccesso rappresentato dai genitori che si fanno gli asili per conto proprio infischiandosene di una legge dello stato; chi pensa che il diritto abbia a disposizione strumenti più sofisticati può ancora dire qualcosa (pur nella difficoltà rappresentata dal clima avvelenato e probabilmente irreversibile dovuto ai callidi che hanno voluto la polarizzazione). Ne parlo qui e qui;

e) la vicenda degli “asili in proprio” dimostra quanto sbagliato sia “mischiare” il diritto alla salute con il diritto all’istruzione. Sono cose diverse che devono restare diverse. Non capisco, ad esempio, perché i presidi accettino di fare gli “sceriffi” (ovvero verificare chi è vaccinato o no) e non chiedano che tale compito venga esercitato da chi sin dalla nascita dei bambini può e deve vigilare sulla vaccinazione dei bambini (ovvero i pediatri, peraltro pagati dal SSN);

f) da persona che crede all’utilità dei vaccini, sono molto preoccupato dalla piega che ha preso la situazione. Una risposta finalmente razionale al problema può partire dal chiedersi come mai la percentuale più alta di genitori no vax in Italia si registri nella Provincia di Bolzano: uno dei territori dove c’è maggiore benessere e certamente quello più vicino all’osmosi con culture straniere.

 

 

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