Giovanni Pascuzzi

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Le fiabe e la ricerca dell'equilibrio

Le fiabe e la ricerca dell'equilibrio

ondina

 

Qualche giorno fa ho postato su Facebook una immagine del lago di Carezza, in Alto Adige, per raccontare la fiaba della ninfa Ondina che quel lago abitava fino a quando dovette fare i conti con il mago Masarè.

Il post ha ricevuto molti "like" ed alcuni commenti. Mi sono chiesto perché una fiaba abbia potuto suscitare un discreto interesse. Ho provato a darmi una risposta.

Vladimir Jakovlevi Propp, famoso linguista e antropologo, ha analizzato la morfologia e il funzionamento delle fiabe russe più celebri, allo scopo di evincere una struttura ripetibile ed estensibile al complesso della narrativa mitica o popolare. Nel suo scritto «Morfologia della fiaba», Propp ha identificato trentuno funzioni o sequenze che compongono il racconto. Si tratta delle situazioni tipiche nello svolgimento della trama con riferimento al ruolo svolto dai personaggi a loro volta individuati in maniera tipica: l'eroe, di regola uomo; il suo aiutante; l'antagonista; la principessa, ovvero il «premio» (le pari opportunità sembrano non appartenere a quel tipo di universo); il padre di lei; il mandante, ossia colui che manda via l'eroe; il donatore, cioè chi prepara l'eroe e gli fornisce l'oggetto magico.

Propp, soprattutto, ha delineato uno schema generale della fiaba che si articola tendenzialmente in quattro fasi: l'equilibrio iniziale (ovvero: l'esordio); la rottura dell'equilibrio iniziale; le peripezie dell'eroe; il ristabilimento dell'equilibrio (conclusione). La traiettoria delle favole, insomma, sembra coincidere con la ricerca di un equilibrio perduto.

carezzaNelle fiabe: è chiaro il ruolo dei personaggi; netta la distinzione tra bene e male; meccanico il rapporto causa-effetto; semplice ricavare la morale univoca.

Tutte cose che ormai esistono solo nelle favole.

Perché le persone recitano molti ruoli e spesso si rivelano ambigue; perché il bene e il male si intercambiano nella scala infinita di grigi; perché nella complessità dei fenomeni diventa difficile capire l'origine degli accadimenti e i loro effetti più remoti; perchè la morale e una parola plurale e, quindi, non solitaria.

Quanto alla ricerca dell'equilibrio conviene rircordare che quest'ultimo è una condizione interiore. Comprende senz'altro il senso della misura e la capacità di valutare le cose il più possibile in modo obiettivo. Ma finisce per immedesimarsi nella saggezza. Una virtù della vita adulta che, anch'essa, oggi pare esistere solo nelle favole.

[ripresa di Corriere del Trentino, 12 agosto 2015]

 Lago di Carezza, 27 luglio 2018

 

 

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