Giovanni Pascuzzi

Tracce digitali di GIOVANNI PASCUZZI

Blog

Corriere del Trentino e dell'Alto Adige

1Pochi minuti fa ho spedito il testo di un editoriale al Direttore del Corriere del Trentino. E’ possibile che sia l’ultimo.

Sapevo che era in corso una trattativa serrata tra la nuova proprietà del Corriere della Sera (capofila è il gruppo Cairo) e i “dorsi” locali del primo quotidiano italiano (tra cui Il Corriere del Trentino, Il Corriere dell’Alto Adige e Il Corriere di Bologna). Sapevo che ci si aspettava, tra le altre cose, la stabilizzazione di alcuni valenti giornalisti precari che lavorano nelle redazioni di Trento e Bolzano (come anche in altre sedi, ma parlo di quelli che conosco di più). Venerdì 18 maggio, da un Comunicato della redazione del Corriere del Trentino, ho appreso della “doccia fredda”. Non solo non c’è stata nessuna delle stabilizzazioni attese, ma si è operata una drastica riduzione del numero dei giornalisti impegnati nelle due redazioni citate. La decisione, incomprensibile se non nella logica arida dei numeri, ha portato alle dimissioni del Direttore del Corriere del Trentino, del Corriere dell’Alto Adige e del Corriere di Bologna Enrico Franco.

Il mio primo pensiero è stato per i giovani giornalisti che dopo lustri di lavoro si sono visti negare la strameritata “stabilizzazione” e anche solo una prospettiva di futuro. Conosco alcuni di questi giovani professionisti personalmente. Posso testimoniare che si tratta di persone di vaglia. Preparate. Scrupolose. Espressione della parte migliore della nostra società. Quella che mi dà la certezza che questo Paese avrà un destino migliore. A loro posso solo augurare dal profondo del cuore che ottengano i riconoscimenti che meritano.

Lo seconda considerazione è per il Direttore, Enrico Franco. Ci siamo conosciuti 12 anni fa. Mi chiese di collaborare al giornale come editorialista, appunto. Gli sono grato per due cose: perché mi ha insegnato che se si hanno le idee chiare non c’è nulla che non si possa dire in 2400 battute (lo spazio di un editoriale); e perché mi ha dato la possibilità di “parlare” alle comunità del Trentino e dell’Alto Adige. Non sempre ci siamo trovati d’accordo. A volte abbiamo discusso anche animatamente, ma mai mi è stato impedito di esprimere le mie idee. Anche quando erano “scomode” per i potenti o non coincidevano con la linea del giornale. Non so cosa farà. Ma se c’è uno spiraglio che lo possa portare a rivedere la sua decisione di dimettersi, sarei contento se lo esplorasse sino in fondo.

L’ultima considerazione la faccio per dire che questa vicenda è paradigmatica di ciò che sta accadendo nel mondo dell’informazione. Ho molti amici giornalisti e spesso vengo invitato ad incontri di aggiornamento professionale. Conosco un po’ le problematiche del settore. E’ un mondo che ha subito una rapida trasformazione (da tempo c’è chi parla, a torto, della “morte dei giornali”). So che è un mondo dove il precariato regna sovrano, dove tanti giovani vengono retribuiti con pochi spiccioli per svolgere un lavoro che è vitale per la democrazia. Ma è paradigmatica anche più in generale: l’unica logica che sembra dominare è quella di investire sul sicuro, magari per ottenere un piccolo dividendo a fine anno senza pensare che in questo modo non c’è possibilità di innovare né tantomeno di investire sulla qualità del Paese. Che queste decisioni, prese da esperti di bilanci, incidano pesantemente sulla vita e sui sogni di tanti giovani poco importa.

Non so cosa accadrà. Scrivere un pezzo per il giornale era diventato, per me, un impegno. Per molti anni mi sono sentito (una piccola) parte di una squadra. Spero che quella squadra continui il suo percorso anche per mantenere viva la speranza di crescere numericamente in futuro e poter riaccogliere le persone che al momento vengono espulse.

Ho detto che l’informazione è un pilastro per la democrazia. E la democrazia non è un bene acquisito una volta per tutte. Per essa occorre lottare ogni giorno. Anche quando vien voglia di gettare la spugna. Anche quando si subiscono decisioni negative: anzi forse proprio in quei momenti si ritrova il senso di continuare a lavorare per le cose in cui si crede.

Trento, 20 maggio 2018

Eventi successivi

22 maggio 2018. Comunicato cdr. Solidarietà ordini professionali. Lettera del Presidente Rossi a Cairo.

1° giugno 2018. Editoriale di commiato di Enrico Franco.

2 giugno 2018. Editoriale del nuovo Direttore Alessandro Russello + comunicato dell'Editore.

7 giugno 2018. Intervista del nuovo Direttore Alessandro Russello al Tg3 regionale.

 

 

Fotogallery

Fotogallery
Image Detail Image Download
Fotogallery
Image Detail Image Download
Insediamento_Se...
Image Detail Image Download
20170416_162017
Image Detail Image Download
relatore
Image Detail Image Download

Questo sito utilizza cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

  Accetti di proseguire la navigazione?