Giovanni Pascuzzi

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Social freezing. Maternità o carriera?

 Social freezing. Maternità o carriera?

 

 

social freezingLa giunta provinciale ha approvato, con delibera 427 del 16 marzo, una nuova disciplina attuativa della legislazione nazionale in materia di procreazione medicalmente assistita. L’aggiornamento della vecchia delibera del 2013 si è reso necessario per rendere operative le pronunce della Corte costituzionale che hanno sancito l’illegittimità tanto del divieto di fecondazione eterologa quanto di quello di diagnosi genetica preimpianto.

Il provvedimento si segnala anche perché viene introdotta la possibilità per le donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni di accedere a tecniche di conservazione ovocitaria in assenza di indicazione medica (cosiddetto «social freezing»).

Lo strumento è nato per garantire una possibile futura gravidanza alle pazienti oncologiche. Poi è diventato una forma di incentivo alla donazione di gameti per le coppie interessate alla fecondazione eterologa.

Da ultimo comincia a essere usato come mezzo di tutela della fertilità: si prelevano ovociti in giovane età al fine di fecondarli e impiantarli in un momento successivo, quando la gravidanza potrà essere portata avanti in condizioni di maggiore tranquillità e agiatezza economica.

Si pensi alle ragazze che hanno un lavoro precario: siccome le chance di avere figli diminuiscono con il tempo, ci si tutela crioconservando gli ovociti giovanili in modo da utilizzarli quando si avrà un’occupazione stabile o maggiore benessere.

Negli Stati Uniti alcune grandi aziende come Google, Apple e Facebook assicurano alle proprie dipendenti la copertura dei costi della crioconservazione dei loro ovociti. Si offre la possibilità di operare una pianificazione familiare così che i giovani possano concentrarsi sulla carriera.

I critici sostengono che in tale modo si lanciano messaggi sbagliati, ovvero che il lavoro sarebbe più importante della famiglia e che, a ogni modo, le donne non possono beneficiarne nello stesso momento. I medici spiegano che congelare gli ovociti non fornisce la garanzia di avviare una gravidanza e che comunque una gestazione in tarda età può essere fonte di problemi.

La tecnologia offre strumenti sempre più potenti e non va demonizzata per principio. Al contrario. Ma lo scenario descritto evidenzia l’esistenza di un contrasto tra l’orologio biologico e quello sociale. Dovrebbero essere le leggi a risolverlo davvero, consentendo alle donne di avere figli senza sacrificare la carriera.

 Corriere del Trentino 28 marzo 2018.

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