Blog

La memoria delle parole e il dovere di scegliere da quale parte stare

Pubblicato: Sabato, 27 Gennaio 2018 06:52
Visite: 987

La memoria delle parole e il dovere di scegliere da quale parte stare

mattarellaEsistono gesti che valgono più mille discorsi. Tra questi rientra certamente la decisione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di nominare Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento, ad esattamente 80 anni dalla emanazione delle leggi razziali che colpirono direttamente la Segre perché le impedirono di continuare a frequentare la stessa scuola elementare insieme ai suoi coetanei non ebrei.

Il gesto del Presidente racchiude mille libri di storia e, al tempo stesso, esprime un giudizio: ci dice da quale parte stare.

Anche alcune parole, da sole, valgono più di mille discorsi perché cariche di eventi e di significati. Una tra le più evocative è proprio la parola «razza». Essa appare nella nostra Costituzione (all’articolo 3 che sancisce l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di razza, appunto) anche se durante i lavori preparatori ci fu chi propose di non utilizzarla come espressamente richiesto, tra l’altro, dalla Unione delle comunità israelitiche. Si decise, invece, di mantenerla perché quel termine faceva riferimento a qualcosa di storicamente accaduto in Italia (e in Europa): la razza come strumento di politica e criterio di discriminazione. Si richiamava esplicitamente una parola per condannare senza appello ciò che essa aveva rappresentato.

Nella legislazione successiva il termine ha continuato ad essere usato in chiave antidiscriminatoria, ovvero per condannare la politica che su di essa qualcuno aveva costruito. A mero titolo di esempio (oltre all’articolo 2 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo) si possono ricordare: a livello statale, l’articolo 7 del decreto legislativo numero 165 del 2001 , che impone alle pubbliche amministrazioni di garantire l’assenza di ogni forma di discriminazione basata sulla razza e, a livello provinciale, la legge numero 4 del 2005, il cui articolo 4 sancisce che «l’obiettivo e le modalità di esecuzione delle iniziative di solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento escludono ogni forma di discriminazione basata sulla razza».

Nell’articolo 3 della Costituzione qualcuno vuole leggere solo la prova dell’esistenza delle razze. Ma quell’articolo ha tutt’altro significato. Scegliere l’uno o l’altro approccio è di fondamentale importanza. Sempre, ogni secondo, dobbiamo decidere da che parte stare. La memoria serve soprattutto a questo.

 

Corriere del Trentino, 27 gennaio 2018

Questo sito utilizza cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

  Accetti di proseguire la navigazione?