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Gli opposti nichilismi (dopo l'attentato di Barcellona)

Pubblicato: Sabato, 19 Agosto 2017 08:13
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Gli opposti nichilismi (dopo l'attentato di Barcellona)

L’abitudine agli attentati porta con se l’abitudine al raduno di tante persone che (in silenzio) gridano: “non cambierete il nostro modo di vivere, non cambierete i nostri valori” (la frase è stata pronunciata, tra gli altri, da Angela Merkel il 31 dicembre 2016). Nelle foto ci sono le persone che si sono unite al Re di Spagna, in raccoglimento, dopo l'attentato di Barcellona del 17 agosto 2017.

Di fronte alle ennesime immagini di morte ho immediatamente pensato (come tutti) la stessa cosa: non cambierete i nostri valori.

Ma se un senso può essere cercato in episodi come questo forse è proprio nel chiederci: ma in cosa crediamo? Quali sono i valori che sentiamo minacciati?

I principi cristiani (anche se le Chiese sono sempre più vuote)? La democrazia (anche se la gente vota sempre di meno e schifa la politica)? Gli ideali europei (anche se tanti vedono nella tecnocrazia europea il nemico)? Gli ideali della rivoluzione francese (anche se la libertà per qualcuno significa “faccio quel che mi pare”; l’uguaglianza dipende dal censo; e la fraternità è quella resa possibile dalla logica del mercato)? Il mercato (perché tutto è negoziabile e tutto si può/deve comprare e vendere)? Il pensiero filosofico occidentale (anche se c’è chi ripete che con la cultura non si mangia)? Le tre “i” (impresa, informatica, inglese)? I fondi sovrani? La finanza che “atterra e suscita” (perché è diventata il nuovo dio)? La meritocrazia (che fa rima con familismo amorale)? La concorrenza (che non accetta regole)? La giustizia sociale (anche se il manager guadagna migliaia di volte di più dell’operaio che può licenziare a piacimento)? La corruzione (perché se tutto si può comprare si comprano anche le persone)?

Invece che chiederci “a che serve quello che faccio” dovremmo chiederci “perché faccio quello che faccio”.

Chi ammazza gente inerme per strada oltre che un assassino è un nichilista (per essere chiari: non ho nessuna indulgenza per loro, né mi appassiona più di tanto l’argomento delle “colpe dell’Occidente”).

Sarebbe tragico scoprire che ciò che qualcuno ha definito “scontro di civiltà” è, alla fine, uno scontro tra due nichilismi (nemmeno tanto diversi).

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